Che cos'è successo?
Sabato pomeriggio, il 17 maggio 2026, il centro storico di Modena è stato teatro di un grave episodio di violenza che ha sconvolto l'intera città e l'opinione pubblica nazionale. Salim El Koudri, un uomo di 31 anni, ha investito otto persone con la sua automobile lanciata ad alta velocità lungo via Emilia Centro, nel cuore della città, per poi scendere dal veicolo armato di coltello e aggredire i passanti che cercavano di bloccarlo. (Il Resto del Carlino)
La dinamica dell'attacco
Prima l'auto lanciata contro i pedoni nel centro di Modena, poi il caos, le urla, i feriti a terra. (Today) La scena ha semato il panico tra i cittadini presenti. Degli otto feriti, cinque persone sono state ricoverate tra Modena e Bologna, mentre tre sono state già dimesse. All'ospedale di Bologna si trovava ricoverata una coppia di coniugi italiani, entrambi di 55 anni, in rianimazione. (Leggo.it) Tra le vittime anche una turista tedesca di 69 anni, alla quale i medici hanno dovuto amputare le gambe a causa delle gravissime ferite riportate nell'investimento. (Il Resto del Carlino)
Il fermo e il ruolo degli egiziani
Alcune persone che, senza conoscersi tra loro, sono corse verso l'uomo indicato come responsabile per fermarlo: italiani, egiziani, pakistani. (ModenaToday) Tra i protagonisti di questo gesto di coraggio civico spiccano due cittadini egiziani: Osama Shalaby, muratore egiziano di 56 anni, e il figlio Mohammed, 20 anni, che hanno inseguito e contribuito a bloccare Salim El Koudri. (Today)
«Non abbiamo avuto paura, siamo egiziani, abbiamo paura solo di Dio», ha dichiarato Osama Shalaby. Padre e figlio hanno raccontato di come hanno disarmato l'uomo e hanno detto di essere contenti di tutti i ringraziamenti ricevuti. (Leggo.it)
Accanto a loro, Hosseini Iqbal, 33 anni, originario del Bangladesh, è stato il primo a bloccare la mano di Salim El Koudri che brandiva il coltello su Luca Signorelli — il modenese che aveva atterrato il 31enne. Con un altro ragazzo, l'egiziano Mohammed di 20 anni, ha tenuto fermo Salim prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. (Il Resto del Carlino)
Dietro questo atto di eroismo si nasconde però anche una storia di difficoltà personale. «Sono trent'anni che vivo in Italia ma non sono cittadino italiano», ha detto il 56enne. «Spero che il mio gesto serva a qualcosa. Il nostro sogno è una casa popolare in cui vivere tutti insieme con la famiglia.» (Today)
La reazione del governo italiano
L'episodio ha immediatamente mobilitato le più alte cariche dello Stato. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha modificato il proprio viaggio istituzionale, annullando la visita a Cipro, per fare rientro in Italia e recarsi a Modena insieme al Capo dello Stato, Sergio Mattarella. (Leggo.it)
Il presidente Mattarella e la premier Meloni hanno visitato i feriti ricoverati all'ospedale Maggiore di Bologna e all'ospedale Baggiovara di Modena. La premier ha abbracciato Luca Signorelli, il primo cittadino intervenuto per fermare El Koudri. (Leggo.it)
Sul piano delle indagini, la procura ha chiesto la convalida dell'arresto e la custodia in carcere per i reati di strage e lesioni aggravate dall'uso di un'arma. Il giudice ha acconsentito alla richiesta, affermando che, se lasciato in libertà, l'imputato potrebbe reiterare condotte violente nei confronti di un numero «indeterminato e indeterminabile» di soggetti. (Il Resto del Carlino) Il ministro Piantedosi, recatosi anch'egli a Modena, ha escluso l'ipotesi terrorismo, parlando di un evidente disagio psichiatrico.
Il simbolo di una città unita
Il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, ha indicato come esempio il comportamento dei cittadini intervenuti: «Prendendo esempio da chi ieri, con spirito civico, coraggio e abnegazione, è intervenuto per bloccare l'autore dell'atto e consegnarlo alle forze dell'ordine.» (ModenaToday)
«I due italiani, i due egiziani e poi i pakistani che arrivano e bloccano il responsabile: questa è la migliore risposta a quello sciacallaggio che oggi stiamo vedendo su tanti social», ha concluso il primo cittadino. (ModenaToday)
La tragedia di Modena ha così rivelato due facce di una stessa città: la violenza cieca di un individuo in preda al disagio, e la risposta spontanea, coraggiosa e multiculturale di una comunità che ha scelto di non restare a guardare.
Fonti: ModenaToday, Il Resto del Carlino, Today.it, Leggo.it — maggio 2026

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